VITTORIO TAVERNARI


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Nasce a Milano nel 1919. Il padre, Giovanni, è pittore e restauratore. Comincia l’apprendistato presso l’atelier di Francesco Wildt dove fa amicizia con Cassinari, Milani, Cappello e Dal Forno. Amico di Morlotti, dividono un piccolo studio a Como, frequentando il gruppo degli “Astrattisti”. Nel 1945 è fra gli artisti e critici fondatori della rivista “Numero” ed è tra i fondatori del manifesto “Oltre Guernica”. Le prime mostre personali sono a Milano alla Galleria del Camino (1948) e alla Galleria del Milione (1951) dove presenta le sue prime opere figurative. Dopo il periodo astratto (1948 – 1952), riprende a scolpire le “Maternità” cui si aggiungono le “Pietà” e il ciclo delle sculture filiformi. Nel 1959 comincia il ciclo dei “Torsi” che hanno per tema la figura femminile e nel 1962 i “Torsi di Cristo”. Nel 1961 la prima personale a Parigi. Nel 1964, dopo altre partecipazioni, ha una sala personale alla XXXII Biennale di Venezia, mentre nel 1967 Carlo Ludovico Ragghianti scheda la produzione grafica costituita di 750 tra disegni, tempere, schizzi. Nel 1968 inizia il ciclo dei “Cieli” e l’anno successivo quello degli “Amanti”. Nel 1973 la prestigiosa antologica al Museo Rodin di Parigi e, negli anni successivi, altre personali a Varese, Rimini, Prato, Chiasso, Torino, Lucca al Centro Ragghianti. Numerose le partecipazioni a mostre collettive in tutta Europa e in molti paesi extraeuropei. Le sue sculture sono presenti in importanti musei in Italia (Milano, Bologna, Roma, Palermo, Matera, Città del Vaticano) e all’estero (San Paolo del Brasile, New York, Bellinzona). Muore a Varese nel 1987.


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